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Forme d'arte

Blooms. Contemporary floral design

Copertina rigida

editore: PHAIDON

anno edizione: 2019

pagine: 272

39,95

I fiori di Shakespeare. Ediz. italiana e inglese

Walter Crane

Copertina rigida

editore: Elliot

anno edizione: 2019

pagine: 48

William Shakespeare, oltre che poeta e drammaturgo, fu un esperto conoscitore del mondo botanico. Le sue opere sono ricchissime di citazioni di fiori e piante, usate per tracciare similitudini che avrebbero connotato in modo indelebile la letteratura a venire. Walter Crane, agli inizi del Novecento, ha immaginato e dipinto il variegato giardino di Shakespeare, umanizzandone gli elementi e realizzando la serie di deliziose illustrazioni a colori che compongono "I fiori di Shakespeare", in cui i versi immortali del poeta prendono vita.
13,50

Forme del paesaggio 1970-2018

Tullio Pericoli

Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2019

pagine: 256

Il tema del paesaggio, che Tullio Pericoli aveva affrontato fin dagli esordi della sua carriera, è tornato da alcuni anni al centro dell'opera dell'artista, restituendo nuova vita al rapporto - comunque mai interrotto - con la sua terra natale. Sono però ora le "parti senza un tutto" del territorio marchigiano a dar forma alla sua pittura, sempre tuttavia plurale, soggetta a continue e imprevedibili variazioni. Come scrive Salvatore Settis nel saggio introduttivo: "Costruiti mutando il punto di vista ma non lo spirito sperimentale, questi dipinti, se presi tutti insieme, acquistano, anche senza volerlo, un marcato carattere inventariale. Sono il repertorio, il registro, il lessico di un linguaggio: la lingua madre di Tullio Pericoli, delle sue Marche. E, per sineddoche, della nostra Italia". Il presente volume accompagna la mostra ospitata ad Ascoli Piceno presso Palazzo dei Capitani dal 22 marzo 2019 al 3 maggio 2020 e propone un percorso antologico con una selezione di 168 opere realizzate dal 1970 al 2018, un viaggio a ritroso nei quasi cinquant'anni di ricerca che l'artista ha dedicato al paesaggio. Il periodo iniziale si identifica nel ciclo delle "geologie" (1970-1923), costituito da immagini stratificate, sezioni materiche, strutture sismiche. La fase successiva (1976-1983) pone in evidenza un diverso trattamento del tema paesaggistico con vedute luminose e lievi - acquerelli, chine e matite su carta -, spazi aerei che l'artista concepisce come orizzonti immaginari, memorie di alfabeti, tracce di antiche scritture. L'esplorazione di nuove morfologie paesaggistiche si avverte in un consistente gruppo di opere (1998-2009) che, dopo aver rappresentato lo scenario dei colli marchigiani, va progressivamente esplorando i dettagli della natura, i segni e i solchi delle terre. Il paesaggio, dipinto per frammenti, è una mappa costruita con equilibri diversificati, rapporti instabili che l'artista coglie nella trama di stratificazioni materiche. L'esposizione documenta infine in modo ampio e articolato la stagione più recente (2010-2018) in cui Tullio Pericoli ha individuato nuove profondità del paesaggio, con continui rinnovamenti dell'esperienza pittorica. Prefazione di Salvatore Settis. Con scritti di Claudio Cerritelli e Silvia Ballestra.
25,00

The golden age of italian maiolica painting

Copertina rigida

editore: ALLEMANDI

anno edizione: 2019

pagine: 512

120,00

Le mille e una notte a colori

Marc Chagall

Libro

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

Un capolavoro della letteratura di tutti i tempi, "Le mille e una notte", e le splendide illustrazioni di un grande artista, Marc Chagall. «Imprevedibile, orientale, sospeso tra la Cina e l'Europa», così Chagall definiva il proprio impulso creativo. E quale forziere di storie e di tinte, se non quello custodito dalla voce suadente di Shahrazad, poteva stimolare al meglio un simile impulso? Dallo scrigno della fiaba d'Oriente, prototipo stesso di ogni idea di narrazione, Chagall selezionò quattro storie da accompagnare con una serie di litografie a colori, realizzate con tecniche di incisione e di stampa raffinatissime, affiancate da altrettanti disegni preparatori in bianco e nero. Il cavallo d'ebano, Julnar del Mare, Abdullah della Terra e Abdullah del Mare e Kamal al-Zaman sono storie pervase dal motivo dell'amore e della morte, in cui si mescolano la tradizione araba e quella ebraica, quella egizia e quella mesopotamica, quella indiana e quella persiana.
25,00

Eros Bonamini. Ediz. italiana e inglese

Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 490

Una monografia completa e aggiornata dedicata all'opera di Eros Bonamini (1942-2012). Eros Bonamini è stato un protagonista nel panorama dell'arte del XX secolo; fin dai suoi esordi, agli inizi degli anni Settanta, nella ricerca di Eros Bonamini si palesavano consapevolezza e coerenza, unite in una ricerca continuativa ed in costante tensione progettuale. Nel 1975, esponeva le sue Tabelle pittoriche nella veronese Galleria dello Scudo: opere inaugurali dell'intero suo percorso creativo, campi monocromi l'uno in successione all'altro, capaci di porre in discussione, fino all'ipotesi d'abbandono, le possibilità rappresentative del dipingere. Curata da Francesco Tedeschi, la monografia ripercorre la lunga carriera dell'artista dalle opere della serie dei Cementi, dei Nastri e degli Inchiostri realizzate fra il 1975 e il 1978 ai lavori degli anni 1980-1990 in cui la tela si impregna di colore, per contatto o iniezione, alle celebri Cronotopografie (letteralmente scritture di spazio e tempo): da quelle pittoriche (caratterizzate da una costante tendenza alla semplificazione) a quelle realizzate con i plexiglas, neutri o colorati, da quelle costruite con la furia dell'azione sui metalli specchianti (dove l'oggetto contundente è metronomo dell'azione reiterata e violenta) all'indagine sulle carte e sulle tele bruciate, sovrapposte le une sulle altre in composizioni che contemplano dittici di ampie dimensioni, verificando il confronto di linguaggio e di temporalità tra pitture, bruciature, addensamenti e rarefazioni nei perimetri del supporto. Introdotta dai contributi di Klaus Wolbert (Perì Physeos. Philosophia naturalis di Eros Bonamini tra osservazione sperimentale e riflessione filosofica) e Francesco Tedeschi (Tempo Numeri Spazi), la monografia presenta un'ampia sezione dedicata alle opere (a cura di Francesco Tedeschi) suddivisa in capitoli: Pittura (Monocroma); Stesure e Cronotopografie su cemento; Le "Acque ossigenate" come processi oggettivi di temporalità; Cronotopografia come misurazione del Tempo individuale; Le varianti del "Segno traccia";"Vanitas" come consumazione del Tempo. Combustioni, incisioni, plexiglass e acciai. Seguono due dichiarazioni di poetica di Eros Bonamini, l'Antologia di testi critici, la biografia (a cura di Ilaria Bignotti) e gli apparati (a cura di Chiara Rigolli) comprendenti l'elenco delle mostre personali e collettive rilevanti per l'opera di Eros Bonamini e la bibliografia.
75,00

Al passo della Costituzione

Michelangelo Pistoletto

Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 63

Il volume presenta l'opera "Al Passo della Costituzione" realizzata da Michelangelo Pistoletto in occasione del 70esimo anniversario della Costituzione Italiana. L'installazione unisce i due corpi di fabbrica che costituiscono la sede dell'Archivio Centrale dello Stato attraverso il segno-simbolo trinamico, segna il trait d'union fisico e metaforico tra due edifici dalla forte valenza storico-architettonica. L'opera unisce i due corpi di fabbrica creando non soltanto un mero transito tra due strutture, ma rappresentando concretamente un elemento di congiunzione tra passato e futuro, un passaggio simbolico tra "memoria cartacea" e "memoria digitale". "Una virgola postmoderna entra nel mondo, si colloca tra i marmi bianchi e il travertino, è un segno forte e vitale, e come la Costituzione ha lo sguardo rivolto al domani. Permette un transito, un passaggio, da un lato la carta e le antiche registrazioni, dall'altro il mondo sicuro ed effimero del digitale. Due estremi difficili da unire, in un continuo dialettico incontro." Il volume è corredato dei testi di Eugenio Lo Sardo, Massimo Domenicucci, Franco Papale, Fortunato D'Amico, Paolo Naldini e Michelangelo Pistoletto.
16,00

Il Novecento per il Museo dell'Opificio delle pietre dure

Copertina morbida

editore: Sillabe

anno edizione: 2019

pagine: 71

La collana "Tesori in luce al Museo dell'Opificio delle Pietre Dure" propone all'attenzione dei visitatori oggetti d'arte provenienti dai depositi del Museo e opere restaurate nei laboratori, esposte in anteprima al pubblico prima di essere restituite ai proprietari. Un progetto di ampio respiro, per un Museo che vive e si rinnova continuamente nell'offerta espositiva, condividendo lo stesso spirito con cui negli anni Cinquanta del secolo scorso l'istituzione si era aperta all'arte contemporanea. La collana sí apre con il catalogo della mostra ll Novecento per il Museo dell'Opificio delle Pietre Dure, dove è presentata una selezione di bozzetti, lucidi e formelle realizzati tra il 1950 e il 1954. L'intento era quello di promuovere l'antica e prestigiosa tradizione della Manifattura granducale di Ferdinando I de' Medici nata nel 1588. Una produzione che nel corso dei secoli ha interpretato e rispecchiato con estrema eleganza e raffinatezza il gusto artistico del tempo.
15,00

Rappresentazione materiale/immateriale-Drawing as (in)tangible representation. 40° Convegno internazionale dei docenti delle discipline della rappresentazione (Milano, 13-14-15 settembre 2018)

Copertina rigida

editore: GANGEMI

anno edizione: 2018

pagine: 1606

"È forte la tentazione di aprire questa Prefazione agli atti del 40.mo Convegno dei Docenti delle Discipline della Rappresentazione - il più importante dei nostri appuntamenti annuali, la cui prima edizione si tenne il 3-4-5 maggio 1979 a Santa Margherita Ligure - con qualche considerazione sul percorso che ci ha condotto fin qui. È però anche facile rinunciare, perché il Comitato Tecnico Scientifico della UID ha deciso di ricordare adeguatamente la ricorrenza, avviando in realtà, considerato che nel 2020 cade poi il 40.mo anniversario della fondazione della nostra società scientifica (formalmente costituita il 4 agosto 1980), un biennio di celebrazioni e, soprattutto, di riflessioni su "chi siamo, da dove veniamo", ma pure su "dove andiamo", anzi: su dove "dobbiamo andare". Ci sta lavorando uno specifico gruppo di lavoro della UID, coordinato dal Vice Presidente Mario Centofanti, e i primi prodotti sono stati preparati proprio per questo Convegno di Milano, nel cui programma è stata prevista una sessione ad hoc. Mi pare allora più opportuno segnalare come quest'appuntamento milanese segni in maniera definitiva l'inserimento del Politecnico di Milano tra le realtà più significative della comunità scientifica della rappresentazione. Forse da sempre è, dopo Sapienza-Università di Roma, la sede con il maggior numero di incardinati sul settore scientifico-disciplinare ICAR/17; di sicuro, è stata la prima in Italia in cui la nostra attività di ricerca e didattica ha iniziato a cimentarsi a più ampio spettro nei diversi campi dall'architettura, del design e dell'ingegneria. Però solo negli ultimi anni è riuscita ad affermarsi in maniera esplicita, grazie soprattutto a un gruppo di giovani preparati e motivati, che finalmente ha trovato un'autorevole, consapevole e riconosciuta leadership in Rossella Salerno. Dopo una serie di significative iniziative, anche a livello internazionale, che hanno avuto il Patrocinio della UID - come il Seminario Brainstorming BIM. Il modello tra rilievo e costruzione, promosso da Cecilia Bolognesi alla fine del 2016; il 5th INTBAU International Annual Event, organizzato nel luglio 2017 da Giuseppe Amoruso e la ICGG 2018, 18th International Conference on Geometry and Graphics, l'appuntamento biennale della ISGG che si è svolta ad agosto scorso per iniziativa di Luigi Cocchiarella - l'organizzazione del nostro Convegno annuale costituisce un traguardo di assoluto rilievo. Per il Politecnico di Milano e per la UID, che non poteva più fare a meno dell'importante e continuo contributo milanese. Ringrazio Rossella, Michela Rossi, Andrea Rolando e tutti i colleghi del Politecnico per il grande sforzo che hanno fatto. L'Introduzione di Rossella Salerno mi consente, quest'anno, di essere più breve rispetto agli anni scorsi. Mi limiterò, pertanto, ad alcune considerazioni sulla partecipazione al Convegno e a una lettura trasversale dei paper [...]". (dalla Prefazione di Vito Cardone)
100,00

Jean Dubuffet. L'arte in gioco. Materia e spirito (1943-1985)

Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2018

pagine: 295

Jean Dubuffet (1901-1985) è stato uno dei massimi artisti del XX secolo. Grande homme-orchestre, dopo una carriera da commerciante di vini ha saputo divenire pittore, scultore, incisore, scrittore, pensatore, musicista e collezionista, in un processo continuo di ricerca e invenzione che ha pochi confronti nella storia dell'arte. Spesso definito inclassificabile e iconoclasta, egli ha incarnato al contempo la figura di artista-artigiano-umanista, offrendo forse l'ultima grande avventura della pittura nel Novecento, quella di un eroe che ha avuto il coraggio di rimanere autonomo e coerente e di non cedere alle insidie del sibilo incantatore della "morte dell'arte". Questo volume, con la mostra che lo accompagna, intende ripercorrere tutti i cicli via via sempre nuovi e originali che ne hanno caratterizzato la vita d'artista, in un flusso dinamico e inesauribile di invenzioni che sottintendono una grande apertura ai fatti della vita, alle meraviglie ma anche alle miserie del mondo. Il quadro è quello di una impostazione di pensiero molto forte che dialoga consapevolmente con le posizioni teoretiche di grandi pensatori, scrittori, artisti del secolo. La polarità tra spirito e materia, che i due curatori di questo progetto mettono in luce anche nel titolo, risulta centrale per comprendere il gioco dell'arte di Dubuffet, un gioco che ha sovvertito le regole condivise per impostarne con rigore di nuove e inattese, un gioco che sempre s'intreccia con la realtà e con la vita. Una sezione finale del volume presenta una serie di autori storici dell'art brut, celebrando la figura di Dubuffet quale studioso e collezionista di queste forme di espressione. Viene inoltre riproposto un florilegio di scritti dello stesso artista - "mago stanco", come si era definito, eppure infaticabile - che rappresentano in ogni caso le migliori chiavi d'accesso al suo regno. Mostra: Reggio Emilia, Palazzo Magnani, 17 novembre 2018 - 3 marzo 2019. Presentazioni di Davide Zanichelli e François Gibault.
35,00

Satiro ebbro

Valeria Sampaolo

Libro rilegato

editore: 5 CONTINENTS EDITIONS

anno edizione: 2018

pagine: 80

Il Satiro ebbro è uno dei gioielli delle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La singolarità di questa scultura in bronzo, scoperta nella Villa dei Papiri di Ercolano, è nel non essere un unicum, come altre opere che decoravano quella ricca abitazione, ma la replica di un tipo ben noto sin dal II secolo a.C., realizzato più volte per decorazioni di giardini e peristili. In questa opera, un satiro di età matura è steso su di una roccia coperta da una pelle leonina e si appoggia all'otre dal quale ha abbondantemente attinto la bevanda di Dioniso fino ad esserne soggiogato come mostra il volto contratto nel riso inebetito e provocatorio proprio degli ubriachi.
22,50

Capri. As viewed in 17th to 19th century travel memoirs and vedute

Lucio Fino

Libro rilegato

editore: Grimaldi & C.

anno edizione: 2018

pagine: 210

95,00

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