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Politica e governo

Come muoiono le democrazie

Steven Levitsky, Daniel Ziblatt

Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2019

pagine: 291

Ormai è raro che il potere venga conquistato attraverso un golpe militare o comunque con la forza. Quasi tutti i paesi tengono regolarmente elezioni. Le democrazie muoiono ancora, ma con altri mezzi. Dalla fine della Guerra Fredda a oggi, a determinare la morte di una democrazia non sono quasi mai generali e soldati, ma gli stessi governi eletti. Leader eletti hanno sovvertito le istituzioni democratiche in Venezuela, Georgia, Filippine, Nicaragua, Perù, Polonia, Russia, Sri Lanka, Turchia, Ucraina e Ungheria. Oggi il tracollo di una democrazia comincia nelle urne. Steven Levitsky e Daniel Ziblatt attraversano la storia recente per identificare i passaggi cruciali e le condizioni che si ripropongono, seppure in diverse declinazioni, ogni volta che una democrazia viene gradualmente trasformata in regime autoritario da un leader eletto Un processo messo in atto dall'interno delle istituzioni e con mezzi legali. Introduzione di Sergio Fabbrini.
20,00

Il sistema politico italiano. Origini, evoluzione e struttura

Nicolò Addario, Luciano M. Fasano

Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2019

pagine: 211

Il processo di democratizzazione in Italia è avvenuto con gravi ritardi rispetto a quanto accaduto in altri paesi del mondo occidentale e ha dato luogo a un sistema fragile e squilibrato. Il sistema politico italiano si configura come un complesso istituzionale scarsamente differenziato dagli altri sottosistemi della società, in particolare da un sistema economico a sua volta incapace di strutturarsi secondo le leggi del capitalismo moderno. E ciò ha finito con l'alimentare quella forma di democrazia consociativa tipica del nostro paese. Dall'affermazione del trasformismo all'epoca dello Stato unitario e alla stasi istituzionale che contraddistingue l'attuale fase politica, il libro ricostruisce l'evoluzione di uno Stato senza progetto, ancora oggi incapace di liberarsi degli errori del passato.
20,00

Per amor proprio. Perché l'Italia deve smettere di odiare l'Europa (e di vergognarsi di sé stessa)

Federico Fubini

Copertina rigida

editore: LONGANESI

anno edizione: 2019

pagine: 144

La politica nel nostro Paese è piena di odio e colpi bassi, ma tutti riconosciamo nell'Italia la nostra identità comune. Dobbiamo accettare che lo stesso valga per l'Europa, perché è la nostra realtà del ventunesimo secolo. Rendere tabù qualunque dubbio sulle scelte di Bruxelles¸ come fanno gli europeisti a ogni costo secondo i quali noi italiani abbiamo sempre torto e gli altri sempre ragione, non ha fatto che regalare il monopolio della critica a chi l'Europa vuole distruggerla. E rendere tabù l'amor proprio nazionale ne ha lasciato l'esclusiva a chi lo usa come una clava. Per l'Italia, invece, la scelta non è fra Bruxelles e la via sovranista, ma fra l'integrazione con gli europei e la sottomissione all'impero degli altri: russi, cinesi, americani o i colossi del Big Tech. Per gli italiani è arrivato il momento di capire che se vogliono davvero fare i propri interessi devono imparare a rivendicarli con forza e determinazione, senza che questo significhi in alcun modo indebolire o distruggere il sistema europeo. Per farlo occorre però prima di tutto togliere l'Europa ai sovranisti e agli europeisti di professione, per restituirla ai nostri figli, e a noi stessi. Senza arroganza, né complessi di inferiorità. "Per amor proprio" è un saggio sulla crisi d'identità di noi italiani e il bisogno di ritrovare il senso del nostro posto in Europa.
16,00

Salvare l'Europa. Il segreto delle dodici stelle

Enzo Romeo

editore: AVE

anno edizione: 2019

pagine: 190

Salvare l'Europa significa ben più che vincere una tornata elettorale. Vuol dire preservare un umanesimo, una civiltà, un patrimonio senza i quali il mondo sarebbe molto più povero. Il libro di Enzo Romeo, vaticanista del Tg2, svela il "segreto" che si cela nel cerchio a dodici stelle della bandiera europea, oggi lacerata dai venti del sovranismo populista. Da dove trae ispirazione il vessillo azzurro che sventola sugli edifici pubblici e che è impresso sulle targhe delle nostre automobili? Quanto deve al simbolismo cristiano? È una lunga e affascinante storia che inizia nel cuore di Parigi, passa da Roma e ritorna in Francia, fino a Strasburgo, dove settant'anni fa alcuni grandi visionari - da Churchill a Schuman, da De Gasperi ad Adenauer - piantarono il seme di un'Europa unita. Un continente dilaniato da due guerre mondiali ha così vissuto la più lunga era di pace della sua storia. Grazie anche a un'invisibile ma potente protezione materna. I discorsi in appendice di alcuni papi e del presidente della Cei, card. Bassetti, stimolano a valutare i benefici del cammino unitario dei popoli d'Europa.
12,00

Europa e solidarietà. Tra pilastro sociale e derive sovraniste

László Andor, Paolo Butturini

Copertina morbida

editore: Eurilink

anno edizione: 2019

pagine: 152

Il dibattito politico europeo degli ultimi anni ha avuto come focus il tema della solidarietà sociale. Il progressivo disfacimento dei vari modelli di welfare è stato individuato, da più parti, come la causa principale dell'insorgere dei cosiddetti "populismi" e dell'allentarsi del vincolo europeo. La lunga e profonda crisi finanziaria ed economica dell'ultimo decennio ha aggiunto un nuovo capitolo a tale disputa. Si è arrivati così a parlare di collasso dei welfare dell'Europa Occidentale. In Italia come in Ungheria e in altri Paesi si dubita che l'Unione Europea possa consolidare o addirittura conservare questi modelli sociali. Quattro "mega trend" alimentano questa sfiducia: la globalizzazione neoliberale, l'unione monetaria incompiuta, la rivoluzione digitale e robotica, l'allargamento ad Est. Questo saggio esamina il legame esistente tra le crisi economiche e l'indebolimento delle politiche sociali e di coesione in Europa, analizzando, fra l'altro, le politiche elaborate per rispondere ai quattro mega trend. L'autore, basandosi sulla propria esperienza politica, sia nazionale che comunitaria, illustra quali riforme dell'Eurozona sarebbero necessarie per realizzare gli obiettivi politici ed economici che consentano la sopravvivenza stessa della UE. Prefazione di Fabrizio Barca. Intervista all'autore di Paolo Butturini.
18,00

L'industria che salva il paese

Antonello Di Mario

Copertina morbida

editore: Tullio Pironti

anno edizione: 2019

pagine: 268

«Leggendo questo ultimo lavoro di Antonello Di Mario si ha l'impressione di ripercorrere le cronache di una guerra di trincea, in cui si lotta con ogni strumento - dagli obici ai morsi - per guadagnare un palmo di terra, una cima in mezzo a una pietraia dove è impossibile nascondersi, o per difendere una posizione strategica conquistata tra mille difficoltà. Occuparsi di lavoro è difficile; difendere quello che c'è è impresa ardua, moltiplicarlo una meta che tutti vorremmo che fosse raggiunta, anche se nessuno sembra sapere come. Complesso il ruolo del sindacato, intrappolato in un presente un po' senza respiro; pressante e angosciante perché ci sono di mezzo le vite di persone concrete per le quali il lavoro è l'unica risorsa. Bisogna trovare una strada o delle strade per consentire a tutti non tanto di avere un reddito quale che sia, ma di potersi guadagnare da vivere - come si diceva una volta - e costruire su questo il proprio progetto di vita. Allargando un poco lo sguardo, come si può fare su un vasto panorama da un osservatorio che lo sovrasti, potremmo vedere e ricordare come, da almeno un paio di secoli, la lotta per il lavoro, per un lavoro giusto, ben retribuito, dignitoso, salubre, protetto sia stato l'impegno caratteristico e distintivo del nostro popolo. Dalle leghe contadine e dalle Società di mutuo soccorso in poi, la nostra coscienza democratica e civile si è sviluppata su questo terreno, coinvolgendo grandi masse di popolo in una lotta di liberazione che è anche essa - come la Resistenza e la lotta al nazifascismo - alla base della nascita della Repubblica italiana e ispirazione certa della nostra bella Costituzione. Chissà se questa storia di tutti noi, e il ruolo che ha avuto il movimento operaio e sindacale, è ancora interpretata come una forza identitaria viva, a cui attingere per guardare con rinnovata fiducia e impegno al compito inderogabile di immaginare e creare una nuova stagione del lavoro. Senza questo la vita delle persone è a rischio, e anche la nostra cultura democratica, che non è sfoggio di slogan o di idee, ma consapevolezza di essere parte di una storia difficile e bella, animata, generazione dopo generazione, da gente comune che non si è arresa di fronte a difficoltà apparentemente insormontabili e ad avversari potenti. Il libro di Antonello, così incalzante e bagnato di concretezza, ci avvisa dell'urgenza di rimetterci in marcia insieme, pensando all'oggi, al domani e al dopodomani, forti di ciò che siamo stati e che possiamo, se lo vogliamo, sempre essere.» (dal Post scriptum di Agnese Moro) Prefazione di Carmela Barbagallo. Presentazione di Paolo Pirani. Introduzione di Enrico Marro.
15,00

La Costituzione, 70 anni dopo

Copertina morbida

editore: Viella

anno edizione: 2019

pagine: 415

Il presente volume raccoglie i contributi presentati in occasione di sei seminari tematici organizzati dall'Anpi con l'intento, annunciato già all'indomani del referendum costituzionale del 2016, di promuovere una riflessione pubblica sui profili attinenti alla mancata attuazione della Costituzione, a settant'anni dalla sua entrata in vigore. Nella seconda parte, un commento redatto collegialmente da un gruppo di lavoro coordinato da Carlo Smuraglia propone un bilancio della discussione e traccia alcune possibili linee di indirizzo per l'attuazione del dettato costituzionale. Completa il volume la lectio magistralis tenuta il 10 dicembre 2018 a Bologna da Gaetano Silvestri in occasione del settantesimo anniversario dell'adozione della Dichiarazione universale dei diritti umani.
29,00

Il sistema Casaleggio. Partito, soldi, relazioni: ecco il piano per manomettere la democrazia

Nicola Biondo, Marco Canestrari

Copertina morbida

editore: PONTE ALLE GRAZIE

anno edizione: 2019

pagine: 176

Con un investimento minimo, un uomo si è assicurato un'influenza decisiva sul governo del nostro Paese, una rete di relazioni privilegiate e la gestione di un flusso di denaro di svariati milioni. Il metodo che ha utilizzato è legale e riproducibile; il ruolo che si è costruito inattaccabile. Parliamo di Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, il fondatore di Casaleggio Associati, del MoVimento 5 stelle e dell'Associazione Rousseau. È lui oggi uno degli uomini più potenti d'Italia. Descrivere il suo potere non è semplice, poiché si nasconde dietro la presunta volontà di costruire un nuovo modello di democrazia grazie a un'applicazione web: Rousseau. «Il Parlamento diventerà superfluo» ha infatti profetizzato l'Erede di Gianroberto. Ma il MoVimento 5 stelle - come mostrano qui Nicola Biondo e Marco Canestrari - è divenuto il ramo d'azienda politico di un'entità più grande: il «sistema Casaleggio», che intreccia affari, marketing, politica, ad un livello oramai internazionale. Questa inchiesta poggia sul racconto di chi ha contribuito a far nascere il «sistema», di chi ancora oggi ci lavora: parlamentari, insider, analisti italiani e internazionali. Guarda al futuro della democrazia, non solo in Italia. E rivela cosa sarà della nostra vita di cittadini.
12,90

Stare in Europa. Sogno, incubo e realtà

Riccardo Perissich

Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2019

pagine: 222

Siamo sicuri di sapere davvero come funziona l'Europa? Siamo sicuri di comprendere appieno le conseguenze del voto che ci attende a maggio? Con queste domande pressanti in mente, Riccardo Perissich ha voluto mettere in campo tutta la sua professionalità, la sua esperienza pluridecennale e le sue ampie conoscenze delle dinamiche europee per fare un po' di chiarezza. L'Europa unita è nata come un sogno, prima vagheggiato nel Manifesto di Ventotene a opera di tre intelettuali antifascisti italiani nel 1941, e poi concretamente iniziata da tre capi di governo europei (Schuman, Adenauer, De Gasperi) sulle macerie di un continente devastato dalla più violenta e crudele delle guerre. Quello era il sogno, l'idea rivoluzionaria di un'Europa mai più schiava di guerre, una potenza sovranazionale in grado di gestire i conflitti in maniera pacifica. Col passare degli anni l'Europa ha visto la luce, tra mille compromessi e veti incrociati delle diverse identità nazionali, fino a raggiungere l'istituzione della moneta unica nel 2002. È però intervenuta la più grave crisi economica dell'ultimo secolo. Il risveglio del nazionalismo russo, un'America più isolazionista, il terrorismo islamico e le ondate migratorie hanno reso il mondo minaccioso. Sarebbe stato necessario aggiungere l'integrazione politica a quella economica, ma i governi non sono riusciti a trovare il consenso su come progredire. La paura è subentrata alla speranza e il sogno rischia di trasformarsi in incubo cavalcato in queste elezioni europee dalle compagini nazionaliste. Ma tra il sogno e l'incubo c'è la realtà dell'Europa, una realtà che bisogna conoscere per votare in maniera consapevole nella tornata elettorale del maggio 2019. Perché sull'Europa si sentono dire tante cose, molte delle quali inesatte, distorte o apertamente false. E dal momento che dall'esito di questo voto deriveranno effetti cruciali per le nostre vite, "Stare in Europa" diventa un libro necessario, un libro politico nel più nobile senso del termine.
14,00

L'inganno populista. Cronaca di un anno vissuto pericolosamente

Rinaldo Gianola

Copertina morbida

editore: BOOK TIME

anno edizione: 2019

pagine: 146

È stato un anno indimenticabile, il 2018. Una campagna elettorale di insulti e falsità. Il trionfo dell'Italia populista. Il governo impossibile tra Lega e M5S. Una classe di neofiti della politica, selezionati da qualche clic, inesperti ma affamati di poltrone e potere. I fascisti che sparano per difendere la razza bianca. I porti chiusi e il sequestro dei migranti. La pistola sotto il cuscino. L'attacco all'Europa. Il crollo del ponte Morandi. La scomparsa dei leader morali. Il disastro di quel che resta della Sinistra. L'incertezza delle istituzioni. L'opposizione debole e inutile. Un'Italia impaurita, rabbiosa che cerca scorciatoie consolatorie e rifugi sicuri. Un racconto lungo un anno, costruito settimana dopo settimana, un appunto dietro l'altro. Fatti, notizie, riflessioni. Uno sguardo sul "cambiamento" di un Paese sfilacciato e protervo. «La pacchia è finita» annuncia Matteo Salvini. Il popolo applaude. Prefazione di Goffredo Fofi.
15,00

Le metamorfosi della questione sociale. Una cronaca del salariato

Robert Castel

Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2019

pagine: 578

Ci sono voluti secoli di sacrifici, sofferenze ed esercizio continuo della coercizione per fissare il lavoratore al posto di lavoro, poi per mantenercelo associandogli una vasta gamma di protezioni che definiscono uno statuto costitutivo dell'identità sociale. Ma è proprio nel momento in cui la "civiltà del lavoro", nata da questo processo secolare, sembrava ormai consolidata sotto l'egemonia del lavoro salariato e con la garanzia dello Stato sociale, che l'edificio si è crepato, facendo risorgere la vecchia ossessione popolare di dover vivere "giorno per giorno". Ormai il futuro ha impresso il sigillo dell'aleatorio. La questione sociale si pone, oggi, a partire dal centro della produzione e distribuzione della ricchezza, nell'impresa, attraverso il regno indiscusso del mercato; non è dunque, come si crede comunemente, quella dell'esclusione. Si traduce nell'erosione delle protezioni e nella vulnerabilità degli status. L'onda d'urto prodotta dallo sgretolamento della società salariale attraversa l'intera struttura sociale e la scuote da parte a parte. Quali risorse si possono mobilitare per far fronte a questa emorragia e salvare i naufraghi della società salariale?
28,00

Il caso 7 aprile. Il processo politico dall'Autonomia Operaia ai No Tav

Dario Fiorentino, Xenia Chiaramonte

Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2019

pagine: 194

Il 7 aprile 1979 professori universitari, insegnanti, scrittori e intellettuali appartenenti all'area politica dell'Autonomia Operaia vengono arrestati in tutta Italia: sono accusati non solo di aver ispirato con la loro produzione ideologica le bande armate dell'ultrasinistra degli anni '70, ma anche di essere i promotori e i capi delle Brigate Rosse. È il celebre "teorema Calogero", che sancisce l'inizio di un'esperienza giudiziaria inedita e molto controversa e che coltiva l'ambizione di fornire le coordinate per una lettura risolutiva e unitaria della violenza terroristica che ha insanguinato l'Italia degli anni di piombo. Con il "processo 7 aprile" si consolida e si ridireziona la titanica supplenza giudiziaria che ha accompagnato la storia della Repubblica negli ultimi cinquant'anni, la quale ha visto all'opera l'ambiguo "giudice di scopo", cristallizzando un modus operandi che è stato definito emblematicamente "governo dei giudici". Questo libro intende superare una mancanza: quella di una storia delle pratiche processuali politiche, di un'analisi globale relativa ai meccanismi vecchi e nuovi impiegati nella giustizia politica. A partire dal paradigmatico "caso 7 aprile", questa ricerca è il primo abbozzo delle linee di tendenza di un laboratorio punitivo globale che arriva sino ai No Tav passando per il recente riuso del reato di devastazione e saccheggio e le accuse di una vasta gamma di reati condita dalla finalità di terrorismo.
15,00

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