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Storia

Sopravvissuta ad Auschwitz. Liliana Segre, testimone della Shoah

Emanuela Zuccalà

Copertina rigida

editore: Paoline Editoriale Libri

anno edizione: 2019

pagine: 176

Presentazione di Carlo Maria Martini.
13,00

Dopo Mussolini. I processi ai fascisti e ai collaborazionisti (1944-1953)

Andrea Martini

editore: Viella

anno edizione: 2019

pagine: 372

Il 25 aprile 1945 l'Italia volta pagina, lasciandosi alle spalle un ventennio di dittatura e la drammatica esperienza del conflitto mondiale. Dimenticare il passato, però, non è possibile o per lo meno non lo è per tutti. Coloro i quali hanno subito, direttamente o indirettamente, le violenze dei nazisti e dei fascisti esigono giustizia. Richiesta analoga giunge dal fronte antifascista. Comincia così un periodo di transizione durante il quale i governi che si succedono mettono in atto misure epurative finalizzate a sanzionare chi ha collaborato con l'occupante tedesco e chi ha concorso all'ascesa e al consolidamento della dittatura fascista. Ricorrendo allo studio ravvicinato di alcune vicende processuali e analizzando più in generale l'attività di molti tribunali impegnati nei procedimenti giudiziari in tutta la penisola, questo libro vuole gettare una nuova luce sull'epurazione che ha segnato i destini di molti italiani - migliaia furono infatti le persone coinvolte - e che ha condizionato nel breve, ma anche nel medio e lungo termine, la storia del Paese.
29,00

I caffè storici d'Italia da Torino a Napoli. Figure, ambienti, aneddoti, epigrammi con illustrazioni e ritratti

Nino Bazzetta de Vemenia

Copertina morbida

editore: Interlinea

anno edizione: 2019

pagine: 220

Torna, aggiornato, un libro di culto degli anni trenta su figure, ambienti, aneddotti ed epigrammi, con illustrazioni d'epoca, dei maggiori caffè storici italiani da Torino a Napoli. Come annota l'autore, «"l'uomo che entra nel gabinetto di toeletta della propria moglie - ha scritto Balzac - è un filosofo o è un imbecille": quello che entra al caffè o all'osteria è uno avviato alla conoscenza della morale». Dai locali risorgimentali della prima capitale d'Italia alla Milano Belle Époque passando per i caffè delle maggiori città italiane (da Pavia a Bologna, da Padova a Venezia, da Lucca a Firenze fino al golfo partenopeo): luoghi per tutti eppure salotti di cultura; aveva ragione Valéry: «La vita di caffè non nuoce alla considerazione, perché la fanno non solo gli oziosi, ma anche i primi magistrati e anche i ministri»
22,00

Møllergata 19. Diario dal carcere

Petter Moen

Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2019

pagine: 198

Personaggio centrale della resistenza norvegese, Petter Moen fu arrestato nel febbraio 1944 e imprigionato nel carcere di Oslo, sede della Gestapo, il cui indirizzo è rimasto tristemente famoso: Møllergata 19. Qui, in cella, iniziò a comporre questo straziante diario incidendolo con una punta di metallo sulla carta igienica. Scritte cinque pagine, le raccoglieva in un sesto foglio chiudendone le estremità a formare un involto, che infilava poi nell'apertura della presa d'aria della cella. Moen scrisse così un migliaio di pagine, tra il 10 febbraio e il 4 settembre 1944: dagli appunti presi giorno dopo giorno, al buio, senza possibilità di essere riletti, traspare l'autentica sofferenza nella vita di un prigioniero, tra paura, speranza e umiliazione, il rimorso per aver tradito i compagni rivelandone i nomi e un sofferto confronto con l'idea di fede. Il 6 settembre 1944 Petter Moen è condotto sulla nave tedesca Westfalen insieme ad altri prigionieri per essere deportato in Germania. L'8 settembre, nello stretto di Kattegat, lo scafo della Westfalen colpisce due mine: anche a causa delle pessime condizioni del mare, la nave affonda rapidamente. Fra i sopravvissuti vi è un deportato cui Moen aveva confidato di aver scritto questo diario: grazie a lui, dopo la guerra, sotto il pavimento delle celle in cui Moen era stato rinchiuso la polizia norvegese troverà intatti tutti i fogli. Trascritto faticosamente dopo la guerra, il diario venne pubblicato in Norvegia nel 1949 e poi tradotto in molte lingue.
18,00

L'anno in cui i nazisti hanno perso la guerra

Andrew Nagorski

Copertina morbida

editore: Newton Compton

anno edizione: 2019

pagine: 332

Il 1941 è un anno cruciale che ha contribuito a cambiare per sempre il destino del mondo come lo conosciamo oggi. All'inizio del 1941 le armate naziste occupavano gran parte dell'Europa. Il Regno Unito di Churchill era in una condizione di isolamento, ormai ultimo baluardo di resistenza a Hitler, ridotto allo stremo dagli attacchi dei bombardieri e dei sottomarini tedeschi. Stalin, nel rispetto del patto di non belligeranza, era ancora un semplice spettatore, mentre Roosevelt si riproponeva di tenere gli Stati Uniti fuori dal confitto. In questa situazione, Hitler era convinto che la vittoria fosse ormai vicina. Alla fine del 1941, lo scenario era completamente diverso. Hitler aveva giocato d'azzardo e aveva ripetutamente perso: invadendo l'Unione Sovietica nella stagione dell'anno meno opportuna e commettendo una serie di disastrosi errori militari; facendo dell'assassinio di massa e del terrore le sue armi preferite e affrettandosi a dichiarare guerra agli Stati Uniti dopo l'attacco del Giappone a Pearl Harbor. La Gran Bretagna, così, si era guadagnata due potenti alleati: la Russia e gli Stati Uniti. La Germania era ormai condannata alla sconfitta.
14,90

Io, pacifista in trincea. Un italoamericano nella Grande guerra

Vincenzo D'Aquila

Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

pagine: 257

New York, 1915. Il giovane italoamericano Vincenzo D'Aquila scappa di casa per arruolarsi volontario nelle file dell'esercito italiano, pronto ad andare incontro «al mulino della morte per la grandezza della madrepatria». Arrivato a Napoli e poi trasferitosi a Palermo, sua città natale, viene iscritto nel 25° reggimento della brigata Bergamo e mandato in montagna a combattere in trincea insieme ai soldati semplici. Il suo entusiasmo si affievolisce però davanti alla cruda realtà del fronte e all'atrocità del conflitto. Subentra allora in lui una visione mistica che lo spinge a imbracciare il fucile, ma con la ferma volontà di non sparare neanche un colpo, per tutta la guerra. Questa è la sua «chimerica promessa»: piuttosto che uccidere un altro uomo morirà lui stesso, ma è fiducioso che Dio, la sua «invisibile guardia del corpo», lo proteggerà. Per la prima volta in versione italiana l'incredibile storia vera di un pacifista in trincea tra complicate strategie messe in atto per tener fede alla sua promessa e l'avversione dei suoi superiori che lo considerano un pazzo più che un profeta, tanto che sarà allontanato dal fronte e internato in alcuni ospedali psichiatrici. Sopravvissuto al conflitto, D'Aquila rientra negli Stati Uniti, dove anni dopo scrive il racconto della sua esperienza, pubblicato nel 1931 con il titolo "Bodyguard Unseen. A true autobiography". Il libro, nonostante le critiche positive, cade presto nell'oblio. In Italia rimane inedito, probabilmente perché il fascismo non gradisce l'implicito inno alla pace che racchiude. Nato come sintesi introspettiva di una personale «odissea di guerra e pazzia», il racconto di D'Aquila costituisce oggi non solo un documento utile agli storici e agli studiosi, ma anche un racconto di come sia possibile sopravvivere alla guerra, senza sparare un solo colpo. Prefazione di Emilio Franzina.
28,00

Storia del Nord Africa indipendente. Tra imperialismi, nazionalismi e autoritarismi

Caterina Roggero

Copertina morbida

editore: Bompiani

anno edizione: 2019

pagine: 480

I cinque paesi nordafricani, Marocco, Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto, hanno vissuto nell'età contemporanea fasi storiche comuni che ne hanno condizionato lo sviluppo nazionale, senza per questo omologarne i singoli percorsi politici, sociali e culturali. Gli imperialismi - ottomano prima, europeo poi - i nazionalismi, durante la decolonizzazione e nei processi di state-building, le ideologie transnazionali, panarabismo e radicalismo islamico in primis, gli autoritarismi e gli esperimenti mal riusciti di democratizzazione poi sfociati nelle Primavere arabe hanno coinvolto, nel corso degli anni, l'intera regione, legandola a rapporti di scambio, incontro e scontro con l'Europa e con gli altri paesi arabi. Il libro si focalizza sul periodo seguito all'ottenimento delle indipendenze e si caratterizza per un approccio globale e internazionalista alla storia della sponda meridionale del Mediterraneo.
19,00

Caccia alle SS. La guerra spietata ai criminali nazisti

Bill O'Reilly, Martin Dugard

Copertina rigida

editore: Sperling & Kupfer

anno edizione: 2019

pagine: 310

La caccia alle SS inizia negli ultimi giorni di vita del Reich, quando molti gerarchi riescono a fuggire, procurandosi nuove identità. L'immensa documentazione raccolta dagli Alleati durante il processo di Norimberga dimostra le responsabilità di centinaia di nazisti che hanno occupato posti chiave nell'organizzazione dei campi di sterminio. Sono prove scioccanti, che spingono un gruppo disparato e determinato di persone a proseguire le indagini anche dopo che le sentenze sono state emesse. Tra di loro c'è Benjamin Ferencz, un ufficiale americano incaricato come pubblico ministero in uno dei procedimenti secondari; Fritz Bauer, un avvocato tedesco perseguitato per le sue origini ebraiche; alcuni agenti del Mossad; un sopravvissuto ai campi di internamento e altre vittime indirette dell'Olocausto. Il lavoro investigativo diventa sempre più difficile. Ma le tenaci ricerche, che proseguiranno per quarant'anni, e gli inesorabili inseguimenti dei cacciatori di nazisti porteranno alla sbarra diversi criminali. Gli autori ricostruiscono alcuni momenti ed episodi storici cruciali: la fuga e l'arresto in Bolivia di Klaus Barbie, il «boia di Lione»; il piano dell'intelligence israeliana per rapire Adolf Eichmann, nascosto in Argentina, e trasferirlo a Gerusalemme; la sparizione di Josef Mengele in Brasile. Precisamente documentato e dettagliato, questo libro è allo stesso tempo una lettura appassionante e l'occasione per ripercorrere la formidabile campagna che ha coinvolto polizia e intelligence di mezzo mondo per assicurare alla giustizia i peggiori criminali della Storia.
19,90

I venti personaggi che hanno fatto l'Italia

Sergio Valzania

Copertina rigida

editore: RIZZOLI

anno edizione: 2019

pagine: 200

Ci sono donne e uomini che hanno cambiato il corso della storia per sempre, figure rivoluzionarie nella mente e nel cuore. Una contessa che mediò tra un papa e un imperatore; un viaggiatore curioso che ammaliò la Cina; un uomo che costruì una grande cupola e un altro che per primo puntò il cannocchiale verso l'universo; un navigatore che scoprì un mondo nuovo e una regina del nord che scelse Roma come casa propria. L'Italia non sarebbe quella che è oggi se non fosse stata amata da chi, come loro, si è battuto per creare un Paese unito nella geografia e nei valori. Venti vite, venti personaggi coraggiosi, lungimiranti e appassionati, a volte imprudenti o solo fortunati, ognuno dei quali con intelligenza, sensibilità e saggezza ha arricchito la nostra nazione. Età di lettura: da 9 anni.
18,00

Belluno. Andantino e grande fuga

Patrizia Valduga

Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2019

pagine: 117

Dopo sette anni di silenzio, Patrizia Valduga pubblica un nuovo libro di versi: è un poemetto intitolato alla città dove passa le sue vacanze e dove la scorsa estate è scaturito da un improvviso Galgenhumor (l'umorismo di chi sta per essere impiccato, l'allegria dei disperati), consuntivo dei quindici lunghi anni vissuti senza Raboni. Nel fluire delle quartine di settenari e di endecasillabi ecco dunque Belluno, la piazza e le montagne che vede dalla finestra, e i nomi dialettali delle montagne formano un primo catalogo, un'orgia fonetica (si percepisce qui l'importanza che ha avuto per la poetessa aver tradotto Carlo Porta) che si fa subito filastrocca o litania; ecco il catalogo impietoso dei suoi fidanzati, che prendono la parola per accusare o per difendersi: «E non parlate tutti quanti insieme. Mi rompete la metrica, imbecilli. Ho nella testa qualcosa che mi preme... e non trovo nessuna rima in illi». Ma «come una voce dentro la sua voce», nella sua assenza Raboni è presente più che mai, e si sdoppia in Joharmes di Dreyer e si risdoppia in Don Giovanni di Da Ponte... Una Valduga così in presa diretta non si era mai vista: questi versi dell'umorismo e dello strazio si vanno facendo sotto i nostri occhi, mettono in versi il loro farsi versi, continuano a farsi il verso, si travestono da altri versi, per arrivare con la più grande semplicità e naturalezza a fare un appello per il grande poeta scomparso e a dare l'ultima parola a un saggio su di lui, sigillo di un sodalizio di vita e di poesia che non può non continuare nel tempo.
14,50

Il mondo dell'Illuminismo. Storia di una rivoluzione culturale

Vincenzo Ferrone

Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2019

pagine: 240

Che cosa è stato l'Illuminismo? Una rivoluzione culturale che ha lasciato sul campo un'eredità di valori che vive ancora oggi: un laboratorio della modernità che ha mutato la storia dell'Occidente e della prima globalizzazione; la creazione di un formidabile potere intellettuale, e di quella radicale critica epistemologica di tutti i saperi allora dominanti realizzata dall'opera-manifesto dei Lumi, l'Encyclopédie. Il mondo dell'Illuminismo reinterpretò metodi e compiti della rivoluzione scientifica e li allargò alle scienze dell'uomo, interrogandosi però con spirito critico sulle loro potenzialità emancipatorie e discriminatorie, sulle perverse logiche di dominio e di esclusione corporativa che da esse potevano derivare. Ne nacque un nuovo empirismo scientifico organicamente legato a un umanesimo dei moderni che teneva al centro l'individuo e i suoi diritti, come pure le sue facoltà - memoria, ragione, immaginazione. L'Illuminismo fu un progetto universalistico di ricerca e promozione dell'«umanità dell'uomo» che, durante la sua stagione più matura e feconda (il Tardo Illuminismo), sperimentò i propri valori e i propri ideali politici libertari, repubblicani e costituzionali nel dramma della lotta contro l'Antico Regime, contro la tratta degli schiavi, contro il moderno imperialismo coloniale e i tradimenti inattesi delle rivoluzioni atlantiche.
23,00

I siciliani nella Resistenza

Copertina morbida

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2019

pagine: 421

Non è vero, come vuole una idea diffusa, che la Sicilia non partecipò alla Resistenza. Ragioni storiche impedirono che nell'isola questa assumesse la forza, i caratteri, soprattutto la partecipazione che trovò al Centro-Nord, perché la Sicilia l'8 Settembre del '43 si era trovata già liberata dal nazifascismo. Ma essa non mancò di dare il suo contributo al grande evento alla base del futuro assetto civile, politico e costituzionale italiano. Certamente, nei modi in cui ciò fu possibile. E sono questi modi specifici, di una effettiva stagione fondativa, che questo volume studia e mette in luce. Esso raccoglie i molti interventi ad un convegno sull'argomento dell'Istituto Gramsci Siciliano. Dal vasto orizzonte che fornisce il testo emergono le due polarità del caso siciliano: da un lato il non freddo o occasionale coinvolgimento di molti nella guerra di liberazione, dall'altro una visibile assenza di consenso a questa lotta da parte dell'establishment, con ciò segnando quella differenza rispetto ad altre parti di Italia che lascerà tutta la sua impronta nel dopoguerra. Vanno a combattere i nazifascisti, i vecchi oppositori della dittatura, alcuni grandi leader formatisi nella politica antifascista (diventati in certi casi leggenda: come Pompeo Colajanni, il comandante Barbato o come Mommo Li Causi), ma a questi «grandi» si aggiungono schiere di giovani e di gente comune, che al Nord e all'estero scelgono di continuare la lotta nel campo della democrazia piuttosto che dell'oppressione o che hanno scoperto la guerra come inganno e come crudeltà, e quindi assumono le ragioni dell'antifascismo. D'altro canto, tanto la Sicilia non è fuori dalla Resistenza, quanto non lo è dalla vicenda della Repubblica di Salò: importanti funzionari provenienti dalla Sicilia, soprattutto poliziotti, avranno incarichi di responsabilità nella RSI; inoltre, il fascismo fino all'ultimo potrà godere dell'appoggio di influenti giuristi, burocrati, intellettuali ed accademici siciliani; e questa compromissione non avrà quasi mai conseguenze nelle loro carriere dopo la liberazione, anche quando complici degli aspetti peggiori del regime. Il clima di ipocrita tolleranza così generato verso la dittatura passata sarà determinante per «il difficile ritorno»: a fine conflitto non solo i volontari della libertà non ritroveranno comprensione, tantomeno gratitudine, ma per lo più le autorità guarderanno a loro con una preoccupazione a volte grottesca. Questo volume offre dunque un quadro di realtà storica che contrasta la visione di una Sicilia immobile e chiusa in se stessa, separata dai grandi appuntamenti; visione alimentata dalle due sponde opposte dell'anti-meridionalismo e della retorica sicilianista. Scritti di: Carmelo Albanese, Massimo Asta, Luca Baldissara, Tommaso Baris, Antonino Blando, Vittorio Coco, Giovanna D'Amico, Claudio Dellavalle, Matteo Di Figlia, Michele Figurelli, Rosario Mangiameli, Andrea Miccichè, Santo Peli, Toni Rovatti, Gaetano Silvestri.
22,00

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